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Con i Mondiali del 2010, per la prima volta la Coppa del Mondo è ospitata da un paese africano, il Sudafrica. Sempre attento alle tematiche forti che provengono dal continente africano, e soprattutto alle immagini che questo continente produce, il Festival ha deciso di dedicare una finestra a quei film e video che negli ultimi anni hanno trattato gli aspetti più appassionati e contradditori del fenomeno calcistico in Africa. Presenteremo reportage come quello del giornalista Corrado Zunino, Il Mercato della Coppa d’Africa, girato ad Accra in occasione della Coppa d’Africa, che ci guida in un viaggio nei “pitch” (i campi di terra rossa, i campetti in terra dura, le piazzole, le arene, le discariche) dove si “giocano” le speranze dei giovani calciatori africani; e presenteremo anche film classici della cinematografia africana come Le ballon d’or (Il Pallone d’Oro) del guineiano Cheick Doukouré che narra la storia del piccolo Bandian che sogna un vero pallone di cuoio.e con gli amici, nella brousse africana, segue le partite di calcio attraverso la radio sognando di poter imitare i suoi idoli, i grandi campioni africani. Questo film, che dal 1994 ha fatto realmente il giro del mondo, rimane forse l’unico lungometraggio di fiction realizzato da un africano interamente dedicato al tema calcistico, nonostante l’enorme importanza che questo sport ricopra nel continente.
Il calcio, difatti, nelle centinaia di scuole che sono nate, nascono e nasceranno in Africa, non è solo divertimento, ma anche importante momento di aggregazione e soprattutto prospettiva diversa da cui vedere, o immaginare, il proprio futuro.
E il calcio in Africa è anche redenzione, riacquisizione della propria dignità, salvezza dal degrado sociale, superamento dei pregiudizi religiosi. Lo testimoniano due recentissimi film sudafricani selezionati: Streetball(Calcio di strada) di Demetrius Wren e More Than Just a Game (Più che un semplice gioco) di Junaid Ahmed. Il primoracconta la storia di sette ragazzi di strada, vittime della povertà e del disagio sociale, tragicamente presenti in Sudafrica anche dopo la fine dell’apatheid, che vengono selezionati per giocare nella Homeless World Cup 2008 (i Mondiali dei senzatetto) in Australia; la loro grande avventura in un paese lontano, la delusione della sconfitta, il saper mettere a frutto l’esperienza, il grande sforzo degli allenamenti, la fantastica vittoria nella Homeless Cup 2009 a Milano. L’altro film, alternando interviste, immagini di archivio e fiction, narra la vera storia di cinque attivisti politici rinchiusi nel famoso carcere di Robben Island dal regime dell’apartheid, che riuscirono a resistere per lunghi anni di prigionia creando una squadra di calcio in cui poter sfogare la loro passione e incanalare le loro energie.
E ancora la regista camerunese Florence Ayisi con Zanzibar Soccer Queens (Le regine del calcio di Zanzibar) ci offre un bel ritratto della Women Fighters, la più grande squadra di calcio femminile della Tanzania, che deve affrontare i pregiudizi dettati dalla religione islamica. Il calcio si intreccia alla politica in Entre la coupe et l'éléction (Tra i Mondiali e le elezioni)di Monique Phoba Mbeka e Guy Kabeya Muya, che segue le ricerche di due giovani congolesi che decidono di girare un documentario per lasciare imperitura memoria delle stelle della squadra nazionale che nel 1974 aveva partecipato alla Coppa del Mondo: i famosi Léopards, la prima nazionale africana a passare la selezione ai Mondiali, e scelgono di trattare questo soggetto proprio in occasione delle prime elezioni politiche, un altro momento memorabile nella storia del Congo. Antichi e nuovi sogni s’incontrano in un Paese che dopo 40 anni di dittatura e interminabili guerre civili, si ritrova in uno stato di degrado totale.
Quindi il mondo del calcio in Africa che diventa anche occasione di riscatto politico, sociale o di genere. Ma sappiamo che il fenomeno calcistico è ancora più complesso. Nella sezione proponiamo anche film che hanno cercato d’indagare il lato oscuro del businnes del calcio-che si ripercuote ovviamente anche sul continente. Denso di critica è Fahrenheit 2010 di Craig Tanner, una coproduzione Sudafrica/Australia: se tutta l’audience televisiva del mondo è in attesa dei Mondiali, mentre in Sudafrica l’eccitazione aumenta e l’ora fatidica si avvicina, molte sono le domande che sorgono sui retroscena e il significato di questo grande avvenimento mediatico in un paese ancora attraversato da profonde contraddizioni. |
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